Hobby - Sub

 
UNA BELLA PREDA
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Sardegna 1971! Mamma mia quanti anni sono passati da quella splendida giornata. Partiti di buon ora da Maddalena, dopo circa mezz'ora doppiamo punta nord di Caprera quindi diritti come fusi verso il punto dove immergersi.
Non aveva coordinate ne segnali particolari a terra, perchè la terra non si vedeva più e noi ci trovavamo praticamente sulla rotta dei vaporetti da e per la Sardegna.
Una secca incredibile (La Boetta) così si chiama. Il cappello a circa 18 / 20 mt e quindi invisibile e solo la grande esperienza del marinaio poteva trovarla. Ancoraggio? Impossibile!! Onde alte e navi in transito da controllare. Giorno fantastico e molto fortunato, perchè solo due traghetti ci passarono relativamente vicino, diciamo un miglio forse più.
Arriva finalmente il momento di tuffarci, è vero, non ho ancora detto che il mio compagno di immersione era Giancarlo, amico di tante immersioni , titolare della barca e grandissimo subacqueo. Ci immergiamo in un' acqua cristallina e appena superati i 4 / 5 mt non avvertiamo più il moto ondoso, ma vediamo la barca sopra la nostra testa compiere lughi giri sempre intorno alle bolle dei nostri erogatori così da non perderci mai di vista. Un gande marinaio ormai già anziano con la pelle e gli occhi bruciati dal sole e dal mare.
Prima piccola sosta a -20 sul cappello, giusto per decidere da che parte proseguire l' immersione.
Deciso il punto facciamo un tuffo lungo la parete che ci porta intorno ai -50 / 60 mt.
Che spettacolo incredibile!! C' era una visibilità fantastica e il fondo costellato da una miriade di punte simili a stalagmiti che puntavano alla superfice, delle stupende guglie di 10 / 20 mt, sembrava di essere nel labirinto di un castello stregato.
La quantità e varietà di fauna era oltre ogni più rosea aspettativa, ma purtroppo il tempo di permanenza era poco e volevamo una bella cattura, quando ad un certo punto scorgo due grossi occhi che mi fissano dalla soglia di una piccola grotta. Mi avvicino cautamente e intuisco che sia una grossa cernia e poco dopo, con l' ausilio di una torcia, ho la conferma.
La grotta è piccola e non ha altre uscite. Il colpo è facile, il recupero molto meno, l' emozione alle stelle. Un secondo colpo di Giancarlo completa la battuta. Risaliamo. Il marinaio ci individua immediatamente e aspetta la fine della decompressione. Intanto ci cala una cima a cui noi fissiamo fucili e preda. La cernia era vicino ai trenta Kg, un vero spettacolo.
Questa immersione è stata una delle più belle di tutta la mia vita da sub e ne conservo un ricordo indelebile.

Gianfranco Pellas  
Gianfranco Pellas - Selvazzano Dentro - Padova - info@gphobby.it